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canzone_copia

Poster: Roberta Altea  (guarda la galleria di questo utente)

Canzone per te.


La festa appena cominciata
è già finita.
Il cielo non è più con noi.
Il nostro amore era l'invidia di chi è solo,
era il mio orgoglio, la tua allegria.
É stato tanto grande ormai -
non sa morire.
Per questo canto e canto te.
La solitudine che tu mi hai regalato,
io la coltivo come un fiore.
Chissà se passerà?
Se un'altro amore
la mia mano prenderá?
Se a un'altro io dirò
le cose che dicevo a te.
Ma oggi devo dire che
ti voglio bene.
Per questo canto e canto te.
É stato tanto grande ormai -
non sa morire.
Per questo canto e canto te.
· Data: Lun Agosto 25, 2008 · Viste: 510 · Dimensioni: 533 x 800 ·
Parole chiave: La solitudine che tu mi hai regalato

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claudio de gobbi

Registrati: Gennaio 2007
Luogo: TREVISO
Posts: 628
Lun Agosto 25, 2008 23:02

una illuminazione molto bella, il punto di ripresa ottimale x enfatizzare lo sgabello vuoto cui tu hai voluto associare il senso di solitudine; trovo,però, che quel pezzo d'asta del microfono sia in più e comprometta l'emotività della foto. ciao.
Lorenzo Linthout

Registrati: Ottobre 2006
Luogo: Verona
Posts: 3803
Lun Agosto 25, 2008 23:06

Ciao Roberta,
le tue immagini sui concerti continuano, ma questo scatto si distacca completamente dando sempre un senso di emozione, ma in modo differente.
Uno sgabello vuoto, ma un'atmosfera che non mi fa pensare all'assenza umana ma bensì alla fuga, all'abbandono immediato, lascia assieme al fumo il "regalo" di una solitudine palpabile, percepibile e quasi incomprensibile nel tenatare di definirla concreta o astratta.
La luce è dosata per me in modo esemplare, la fascia di luce tocca tutte le tonalità, dal bianco al nero, quasi sparendo e dissolvendosi nei due angoli, da dove nasce e da dove muore.
Molto, molto bella, ma soprattutto estremamente emotiva! E' un'immagine che mi fa pensare e certamente mi rimarrà impressa.
Ciao.
Lorenzo
Rino Mazza

Registrati: Aprile 2008
Luogo: Napoli
Posts: 3034
Lun Agosto 25, 2008 23:28

Ottimo scatto, Roberta....ottima gestione della luce ed atmosfera intensa e coinvolgente


Complimenti


Un caro saluto


Rino
Roberta Altea

Registrati: Settembre 2006
Luogo: Villongo (BG)
Posts: 1533
Mar Agosto 26, 2008 10:29

Grazie a tutti.
Lorenzo è vero, è una immagine che si distacca molto dalle altre.
Questo è il momento che precede l'entrata dell'artista sul palco. In realtà un momento di attesa, che però non sono riuscita a leggere in quel modo.
L'ho letta come un momento di solitudine, ma solitudine di quella "sana", di quella ben vissuta direi.
E quando l'ho rivista la canzone di Endrigo ha cominciato a cantarmi in testa. L'associazione a quelle parole è stata immediata e spontanea.
E' una canzone d'amore puro, di quello che lascia spazio comunque al proprio desiderio di solitudine che spesso fortifica l'amore di coppia.
Ti ringrazio per l'apprezzamento.


Claudio, non so che dirti. Il taglio è originale. Nessun crop o aggiustamento. Solo la conversione in bn. L'asta non mi ha creato problemi relativi al messaggio emotivo.
Ma è ovviamente una questione di percezione. Grazie per la tua visione.


Rino, contenta ti sia piaciuta e ti abbia coinvolto un poco.
Roberto Carnevali

Registrati: Agosto 2006
Luogo: Modena (Italy)
Posts: 2086
Mar Agosto 26, 2008 15:03

Ciao Roberta,
questa tua fotografia ha soprattutto un grande pregio, quello di avere una luce molto buona che irrompe in una scena tutto sommato vuota, in cui la presenza umana è solo sottesa. Questa situazione permette a chi la osserva di lasciar scorrere i pensieri, e poterla interpretare anche con grande varietà di situazioni. Personalmente la sensazione più forte che mi evoca è quella dell'attesa: c'è una sospensione per cui mi aspetto che da un momento all'altro succeda qualcosa. Lo sgabello diventa quasi il tavolino di un prestigiatore o un piccolo altare pagano, dove sta per concretizzarsi una piccola magia. Questa sensazione è per me amplificata dal fumo che spezza la luce rendendola disomogenea e formando uno spettro di gradazioni di grigio. Insomma la sensazione che stia per accadere qualcosa è concreta, almeno per me.


Per quanto riguarda l'asta del microfono che si vede, io credo che dipende molto dalla lettura che la nostra sensibilità ci suggerisce, se essa è di troppo oppure no. Per la mia interpretazione sarebbe forse stato meglio provare ad escluderla, per altri invece magari è indispensabile. Io credo che dipenda molto da questo.


Comunque una fotografia molto piacevole, con una bella luce e un bianco e nero ben gestito. Ciao e a presto,
Roberto.
Umberto Verdoliva

Registrati: Settembre 2006
Luogo: Prato, Treviso, Pescara, Urbino, Castellammare di Stabia,
Posts: 4413
Mer Agosto 27, 2008 21:51

mi piace l'atmosfera creata da una bellissima luce...vera protagonista e soggetto di questa immagine...
Roberta Altea

Registrati: Settembre 2006
Luogo: Villongo (BG)
Posts: 1533
Gio Agosto 28, 2008 15:24

Umberto e Roberto, grazie anche a voi.
Roberto, le tue considerazioni mi hanno dato ancora una volta l'occasione di riflettere su quanto un titolo e alcune parole di accompagnamento possano non essere poi così condizionanti nella lettura di una fotografia.
La tua percezione è esatta, come ho scritto siamo nel momento che precede l'entrata in scena dell'artista.
Le mie sensazioni immediate sono state invece quelle riportate nella scheda.
Trovo sempre stimolante il fatto che una fotografia possa prestarsi a letture diverse. Tutte legittime e compatibili con lo scatto.
Un saluto e grazie ancora.
Roberta
Massimo Passalacqua

Registrati: Luglio 2008
Luogo: Siena
Posts: 109
Gio Agosto 28, 2008 15:45

Un'immagine molto ben riuscita, in cui le scelte tecniche (il bellisssimo bianco e nero innanzitutto, ma anche la grande nitidezza) ed estetiche (di pregio composizione e taglio, che enfatizzano il grande equilibrio delle forme e dei toni) non sono fini a sè stesse, ma perfettamente funzionali all'espressione del contenuto.
Ed in effetti, anche al di là del titolo e della citazione musicale, pure apprezzabili, questa immagine parla da sola, emergendo prepotentemente, ad un primo sguardo, il senso di assenza evocato dallo sgabello vuoto, dallo strumento abbandonato, dal fumo, che confonde i contorni del ricordo e lo rende irreale, impalpabile.
Questo denota una grande padronanza del linguaggio fotografico.
Molto brava!
Ciao.
Massimo
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